Persona al lavoro alla scrivania, riferimento a forfettario e lavoro dipendente nel 2027

Forfettario e lavoro dipendente: cosa cambia dal 2027

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026

Dal 01/01/2027 puoi tenere insieme forfettario e lavoro dipendente solo se nel 2026 il tuo reddito da lavoro dipendente e da pensione non supera 30.000 euro lordi. Per il 2025 e il 2026 il limite era stato alzato a 35.000 euro, e al 30/10/2026 nessuna norma in vigore lo proroga al 2027. Il controllo si fa sul reddito dell’anno prima, quindi è lo stipendio che stai prendendo adesso a decidere se l’anno prossimo resti nel regime.

In pratica, se nel 2026 il tuo lordo da dipendente è tra 30.000 e 35.000 euro e hai anche una Partita IVA forfettaria, dal 2027 passi al regime ordinario, salvo una proroga dell’ultimo momento con la legge di bilancio. Sotto i 30.000 euro non cambia niente, sopra i 35.000 il problema c’era già.

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Indice

Forfettario e lavoro dipendente: la soglia anno per anno

La regola sta nell’articolo 1, comma 57, lettera d-ter, della legge 190/2014: non può applicare il forfettario chi, nell’anno precedente, ha avuto redditi di lavoro dipendente e assimilati oltre 30.000 euro. Per due anni il legislatore ha alzato il limite a 35.000 euro con una misura temporanea, prima per il 2025 e poi per il 2026.

Anno in cui applichi il forfettario Redditi che si guardano Soglia Norma
2025 Lavoro dipendente e pensione del 2024 35.000 € L. 207/2024, art. 1 c. 12
2026 Lavoro dipendente e pensione del 2025 35.000 € L. 199/2025, art. 1 c. 27
2027 Lavoro dipendente e pensione del 2026 30.000 €, salvo proroga L. 190/2014, art. 1 c. 57 lett. d-ter

La riga che conta per chi legge oggi è l’ultima: la soglia del 2027 si applica ai redditi che stai percependo nel 2026, quindi la partita si gioca adesso, con le buste paga di fine anno e la tredicesima.

Sei tra 30.000 e 35.000 euro di stipendio? Prima di fine anno conviene fare due conti sul tuo caso, perché le scelte possibili si chiudono il 31/12/2026. Prenota una consulenza gratuita con un commercialista iscritto all’albo.

Tre esempi in euro

Marco, 32.000 euro di stipendio lordo nel 2026 e 12.000 euro di fatture. Il 2026 lo chiude da forfettario, perché per quest’anno il limite era 35.000 euro e il suo reddito del 2025 era sotto. Dal 01/01/2027, se non arriva una proroga, passa al regime ordinario: fattura con l’IVA e paga l’IRPEF anche sul reddito della Partita IVA, che si somma allo stipendio.

Giulia, 28.500 euro di stipendio lordo nel 2026 e 20.000 euro di fatture. È sotto i 30.000 euro, quindi nel 2027 resta nel forfettario senza fare nulla. Deve però tenere d’occhio gli aumenti: se nel 2027 il suo lordo supera 30.000 euro, l’uscita scatta dal 2028.

Luca, 33.000 euro di stipendio fino a giugno 2026, poi si licenzia e lavora solo con la Partita IVA. Il rapporto di lavoro è cessato nel 2026, cioè nell’anno precedente a quello in cui applica il regime, quindi per il 2027 la soglia non va verificata e resta nel forfettario. Cambierebbe tutto se a dicembre 2026 avesse già firmato un nuovo contratto da dipendente, o se prendesse una pensione.

Quale reddito conta e quale no

Si guarda il reddito di lavoro dipendente lordo, quello imponibile che trovi nella Certificazione Unica, più le pensioni e i redditi assimilati (articoli 49 e 50 del TUIR). Il netto in busta paga non serve a niente per questo controllo, ed è l’errore più frequente: chi guarda quanto ha incassato pensa di essere sotto soglia e non lo è.

Voce Conta nella soglia? Fonte
Stipendio lordo imponibile, tredicesima e quattordicesima Sì Art. 49 TUIR
Pensione, anche se è il tuo unico altro reddito Sì Risposta AdE 427/2021
Premi di risultato con imposta sostitutiva Sì Risposta AdE 398/2020
Stipendio da un datore di lavoro estero Sì, anche se non tassato in Italia Risposte AdE 359/2020 e 311/2023
Arretrati con tassazione separata No Risposta AdE 102/2020
TFR Con buona probabilità no, segue la stessa logica degli arretrati Dottrina sulla risposta 102/2020
NASpI e cassa integrazione Questione aperta, manca un chiarimento ufficiale Art. 6 c. 2 TUIR

Sulla NASpI e sulla cassa integrazione vale la pena essere precisi. Fiscalmente sono redditi di lavoro dipendente, perché sostituiscono lo stipendio, e quindi in linea di principio contano. Le risposte dell’Agenzia sugli arretrati dicono però che rilevano le somme percepite in via ordinaria per la prestazione lavorativa, e da qui una parte della dottrina conclude che le indennità potrebbero restarne fuori. Finché non arriva un chiarimento, la scelta prudente è contarle. Il caso di chi apre la Partita IVA durante la NASpI è spiegato nella guida su NASpI e regime forfettario.

L’eccezione di chi ha lasciato il lavoro

La soglia non si applica se il rapporto di lavoro dipendente è cessato nell’anno precedente. È la regola che rende lineare il caso “mi licenzio e apro la Partita IVA”.

La data della cessazione però conta parecchio, perché deve cadere nell’anno prima di quello in cui applichi il forfettario. Se ti licenzi a marzo 2027 e apri la Partita IVA a giugno 2027, l’eccezione non ti copre: per il 2027 si guarda comunque il tuo reddito 2026, che deve stare sotto i 30.000 euro (circolare AdE 10/E del 2016, § 2.3, e 32/E del 2023, § 1.1).

Anche con il rapporto cessato nell’anno precedente, la soglia torna a contare in due casi:

  • se prendi una pensione, che da sola può far superare il limite (il caso del pensionato è nella guida su Partita IVA forfettaria da pensionato);
  • se hai iniziato un nuovo rapporto di lavoro ancora in corso al 31 dicembre dell’anno precedente.

Cosa succede se sfori

Superare la soglia non ti fa uscire dal regime durante l’anno. Il forfettario cessa dall’anno successivo a quello in cui la causa di esclusione si verifica, con la stessa logica del limite degli 85.000 euro.

Stipendio lordo Cosa succede
2026 sotto 30.000 € Resti nel forfettario nel 2027
2026 tra 30.000 € e 35.000 € Chiudi il 2026 da forfettario, dal 01/01/2027 regime ordinario (salvo proroga)
2026 oltre 35.000 € Dal 01/01/2027 regime ordinario, in ogni caso
2027 di nuovo sotto 30.000 € Dal 2028 puoi tornare nel forfettario

Il passaggio all’ordinario per uscita obbligata ha le sue regole su IVA, registri e acconti, spiegate nella guida su come passare da forfettario a ordinario.

Il secondo vincolo: fatturare al tuo datore di lavoro

C’è una seconda causa di esclusione, indipendente dalla soglia di reddito: non puoi fatturare in prevalenza al tuo datore di lavoro attuale, a quelli dei due anni precedenti o a soggetti a loro riconducibili (art. 1 c. 57 lett. d-bis L. 190/2014). Prevalenza vuol dire più del 50% dei tuoi ricavi dell’anno, e il controllo si fa a fine anno (circolare AdE 9/E del 2019).

Quindi puoi fatturare 3.000 euro al tuo datore su 20.000 totali e restare tranquillo, mentre 15.000 su 20.000 ti fanno uscire dal regime l’anno dopo. L’unica eccezione riguarda i contratti misti introdotti nel 2024 (art. 17 L. 203/2024): iscritti ad albi professionali, part-time tra il 40% e il 50%, datore con più di 250 dipendenti e contratti certificati. È una casistica molto stretta.

Manovra 2027: cosa sappiamo a ottobre

Il 28/10/2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio 2027, e il comunicato ufficiale non parla della soglia di 35.000 euro. In conferenza stampa la Presidente del Consiglio ha detto che le misure della manovra precedente in scadenza a fine anno sono confermate, però senza un elenco, quindi se tra queste ci sia anche la soglia di 35.000 euro lo vedremo dal testo. La legge di bilancio viene approvata di solito negli ultimi giorni di dicembre, e fino ad allora dal 2027 vale il limite di 30.000 euro. Aggiorneremo questa pagina appena il testo sarà approvato.

Lo stesso disegno di legge propone di portare a 100.000 euro la soglia di ricavi e compensi del forfettario ai fini delle imposte sui redditi: cosa prevede e cosa resta da chiarire è nella guida sul regime forfettario 2027.

Finché la norma resta questa, conviene ragionare sui 30.000 euro e tenersi pronti a correggere i conti se a dicembre cambia qualcosa.

Cosa fare entro il 31/12/2026

  1. Calcola il tuo lordo 2026 sommando le buste paga ricevute e quelle che mancano, tredicesima compresa, più eventuali premi. Se sei tra 30.000 e 35.000 euro sei nella fascia che cambia stato.
  2. Metti a confronto i due regimi sui tuoi numeri. Uscire dal forfettario vuol dire IVA in fattura e IRPEF progressiva sommata allo stipendio, però anche costi deducibili per quello che spendi davvero. Per chi ha molte spese l’ordinario a volte conviene, per chi ne ha poche quasi mai.
  3. Organizza il passaggio, se serve. Dal primo gennaio cambiano fatture, contabilità e versamenti, e i clienti vanno avvisati che le fatture avranno l’IVA.

Il quadro generale su chi ha entrambi i redditi è nella guida su Partita IVA forfettaria e lavoro dipendente, e le novità della manovra in vigore sono raccolte nell’articolo sulla Legge di Bilancio 2026 e forfettario.

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Questa è una decisione che dipende dai tuoi numeri

Su forfettario e lavoro dipendente non c’è una risposta uguale per tutti: 32.000 euro di stipendio con 8.000 euro di fatture è un caso molto diverso da 34.000 euro di stipendio con 40.000 euro di fatture. Prenota una consulenza gratuita: guardiamo insieme il tuo reddito 2026 e cosa cambia per te nel 2027, prima che l’anno si chiuda.

Domande frequenti

Dal 2027 la soglia per il forfettario con lavoro dipendente torna a 30.000 euro?

Sì, allo stato attuale della normativa. La soglia di 35.000 euro vale per il 2025 e il 2026; dal 2027 si torna a 30.000 euro, salvo una nuova proroga con la legge di bilancio.

La legge di bilancio 2027 proroga la soglia di 35.000 euro?

Per ora non si sa. Il comunicato sul disegno di legge di bilancio approvato dal Consiglio dei Ministri il 28/10/2026 non ne parla, e in conferenza stampa è stata annunciata la conferma delle misure in scadenza a fine anno, senza un elenco. La risposta definitiva arriverà con l’approvazione della legge di bilancio a fine dicembre.

Per il forfettario 2027 quale anno di stipendio si guarda?

Il 2026. La verifica si fa sempre sui redditi di lavoro dipendente e pensione dell’anno precedente a quello in cui applichi il regime.

Il limite di 30.000 euro è lordo o netto?

Lordo: si guarda il reddito di lavoro dipendente imponibile indicato nella Certificazione Unica, non il netto in busta paga.

La NASpI conta nella soglia dei redditi da lavoro dipendente?

È una questione aperta. Fiscalmente la NASpI è un reddito di lavoro dipendente, ma l’Agenzia ha detto che contano le somme percepite in via ordinaria per la prestazione lavorativa, e su questo manca un chiarimento ufficiale. La scelta prudente è contarla, e spesso la verifica è comunque superata dall’eccezione sul rapporto cessato nell’anno precedente.

La pensione conta per la soglia del forfettario?

Sì, anche se è il tuo unico altro reddito e anche se hai cessato il rapporto di lavoro nell’anno precedente. L’Agenzia lo ha confermato con la risposta a interpello 427/2021.

Il TFR e gli arretrati contano nella soglia?

Gli arretrati tassati separatamente no (risposta a interpello 102/2020). Per il TFR la stessa logica porta a escluderlo, anche se l’Agenzia non si è espressa in modo specifico.

Se supero la soglia, esco subito dal regime forfettario?

No. Il regime cessa dall’anno successivo a quello in cui si verifica la causa di esclusione: l’anno in corso lo chiudi comunque da forfettario.

Chi ha forfettario e lavoro dipendente può fatturare al proprio datore?

Sì, purché quelle fatture restino entro il 50% dei ricavi dell’anno. Il limite vale anche per i datori di lavoro dei due anni precedenti e per i soggetti a loro riconducibili.

Riferimenti normativi

  • Legge 190/2014, art. 1, comma 57, lettere d-bis e d-ter (cause di esclusione)
  • Legge 207/2024, art. 1, comma 12 (soglia di 35.000 euro per il 2025)
  • Legge 199/2025, art. 1, comma 27 (proroga per il 2026)
  • Legge 203/2024, art. 17 (contratti misti)
  • Agenzia delle Entrate: circolari 10/E del 04/04/2016, 9/E del 10/04/2019 e 32/E del 05/12/2023; risposte a interpello 102/2020, 398/2020, 359/2020, 427/2021 e 311/2023

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