Come aprire la Partita IVA in regime forfettario: la guida pratica
Il 56,2% di chi vorrebbe aprire una Partita IVA resta fermo non per la complessità delle norme, ma per la paura di scoprire costi nascosti dopo aver già iniziato. È un blocco comprensibile: tra codice ATECO, requisiti di accesso e comunicazioni all’INPS, sembra un percorso a ostacoli, ma i passaggi reali sono meno di quanto sembri.
Indice
- Come aprire Partita IVA forfettario: la risposta in breve
- Cosa serve prima di aprire la Partita IVA
- Come si apre online, passo dopo passo
- Scegliere il codice ATECO giusto
- Ditta individuale o libero professionista
- Comunicazioni e scadenze subito dopo l’apertura
- Quanto costa aprire la Partita IVA
- Domande frequenti
- Riferimenti normativi
Come aprire Partita IVA forfettario: la risposta in breve
Aprire la Partita IVA in regime forfettario, il regime fiscale agevolato per chi ha ricavi entro una certa soglia, si fa online tramite il modello AA9/12, presentabile gratuitamente sui servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o credenziali Fisconline. In alternativa puoi farlo tramite un commercialista o un intermediario abilitato.
Prima di presentarlo devi solo aver chiaro:
- Il tuo codice ATECO, che determina il coefficiente di redditività (dal 40% all’86% a seconda dell’attività).
- Se rientri nei requisiti del regime forfettario (vedi sotto).
- Se serve una ditta individuale o basta la posizione di libero professionista.
Una volta inviato il modello, ricevi un numero di Partita IVA di 11 cifre, valido per tutta la durata dell’attività, in genere nel giro di pochi giorni.
Cosa serve prima di aprire la Partita IVA
Per accedere al regime forfettario, con riferimento all’anno precedente, servono tre requisiti insieme:
- Ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro (ragguagliati all’anno se inizi l’attività in corso d’anno).
- Spese per lavoro dipendente e collaboratori non superiori a 20.000 euro lordi.
- Costo dei beni strumentali non superiore a 20.000 euro al lordo degli ammortamenti (non contano gli immobili; i beni a uso promiscuo contano al 50%).
Se stai aprendo la Partita IVA per la prima volta, questi requisiti in pratica non ti riguardano ancora — valgono per chi è già in attività e deve verificare ogni anno se può restarci. Al primo anno il regime forfettario è semplicemente quello “naturale” se non rientri in una causa di esclusione.
Attenzione alle cause di esclusione più comuni:
- Se nell’anno precedente hai avuto redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro (soglia 2025-2026), non puoi accedere, salvo che il rapporto di lavoro sia cessato.
- Se lavori quasi esclusivamente per un solo cliente che è (o è stato negli ultimi due anni) tuo datore di lavoro, la causa di esclusione scatta, con un’eccezione specifica per i contratti misti part-time/autonomo introdotta dalla L. 203/2024.
- Se controlli una SRL che fa la stessa attività che eserciti come libero professionista o ditta individuale, l’esclusione opera solo se ricorrono insieme controllo e riconducibilità dell’attività.
Come si apre online, passo dopo passo
- Accedi ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o credenziali Fisconline/Entratel.
- Vai alla sezione dedicata alla Partita IVA e compila il modello AA9/12: dati anagrafici, codice ATECO dell’attività, data di inizio, opzione per il regime forfettario.
- Invia la comunicazione. Non è un’opzione facoltativa: è un adempimento anagrafico obbligatorio, anche se il regime forfettario di per sé è “naturale” (l’omissione comporta una sanzione da 250 a 2.000 euro, ma non ti impedisce comunque di operare in forfettario).
- Ricevi il numero di Partita IVA, di norma nel giro di pochi giorni.
- Verifica se ti serve anche l’iscrizione alla Camera di Commercio (obbligatoria se apri una ditta individuale, non per i liberi professionisti con solo iscrizione a un albo).
In alternativa a fare tutto da solo, un commercialista o un CAF possono presentare il modello per te: cambia solo chi lo compila, non la sostanza della procedura.
Scegliere il codice ATECO giusto: perché non è un dettaglio
Il codice ATECO non è solo una formalità: determina il coefficiente di redditività, cioè la percentuale del tuo fatturato su cui pagherai le tasse. Va da un minimo del 40% (per esempio commercio al dettaglio) fino all’86% (costruzioni e attività immobiliari), passando per il 67% (informatica e digitale, attenzione: non 78% come si legge spesso per errore) e il 78% (professioni tecniche, legali, marketing).
Due attività molto simili possono avere coefficienti diversi: sbagliare codice ATECO in fase di apertura significa, nella pratica, calcolare male quanto ti resta in tasca fin dalla prima fattura. Se non sei sicuro di quale codice corrisponde davvero alla tua attività, vale la pena verificarlo prima di inviare il modello, non dopo.
Ditta individuale o libero professionista: la differenza che cambia il regime INPS
Non tutte le Partite IVA sono uguali dal punto di vista contributivo:
- Se svolgi un’attività artigianale o commerciale (es. e-commerce, negozio, artigianato), apri una ditta individuale e versi i contributi alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS, con un contributo fisso annuo indipendente dal reddito (circa 4.521€ per gli artigiani, circa 4.612€ per i commercianti, prima di eventuali riduzioni).
- Se svolgi una libera professione senza cassa di categoria (consulenza, sviluppo software, marketing, formazione), versi alla Gestione Separata INPS, con un’aliquota del 26,07% calcolata solo sul reddito effettivo — nessun contributo fisso da anticipare.
- Se la tua professione ha una cassa previdenziale dedicata (es. avvocati con Cassa Forense, architetti e ingegneri con INARCASSA), versi a quella cassa secondo le sue regole specifiche, non all’INPS.
Questa distinzione incide parecchio su quanto effettivamente ti resta in tasca il primo anno, soprattutto perché i contributi fissi delle Gestioni Artigiani/Commercianti vanno versati anche a fatturato basso.
Comunicazioni e scadenze subito dopo l’apertura
Se rientri nella Gestione Artigiani o Commercianti e vuoi la riduzione contributiva del 35% riservata ai forfettari, devi presentare domanda telematica all’INPS entro il 28 febbraio dell’anno per cui vuoi la riduzione. Non è automatica: va richiesta.
Per il resto, il primo anno da forfettario segue le stesse scadenze fiscali di chiunque altro nel regime (acconti e saldo dell’imposta sostitutiva), con una differenza pratica: chi entra nel forfettario per la prima volta non deve versare acconti dell’imposta sostitutiva nel primo anno di attività.
Quanto costa aprire la Partita IVA
Aprire la Partita IVA in sé, tramite il modello AA9/12, non ha alcun costo se lo fai da solo sui servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Il costo che le persone associano di solito all’apertura è in realtà quello del commercialista o del servizio che si occupa della pratica per conto tuo, e varia molto in base a cosa è incluso (solo l’apertura, o anche la gestione fiscale di tutto l’anno successivo).
Il vero problema di solito non è il costo dell’apertura, ma non sapere, una volta aperta la Partita IVA, quanto ti resterà davvero in tasca a ogni fattura. Con la registrazione gratuita a TurboFisco puoi provare il calcolatore netto per vedere subito, codice ATECO per codice ATECO, quanto ti resta e quanto accantonare, prima ancora di emettere la prima fattura.
Domande frequenti
Come aprire Partita IVA forfettario costa qualcosa?
No, presentare il modello AA9/12 direttamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate è gratuito. Il costo, se c’è, riguarda un eventuale commercialista o servizio che lo fa per te.
Devo scegliere subito se aprire una ditta individuale o restare libero professionista?
Sì, la scelta va fatta in fase di apertura perché determina la cassa previdenziale (INPS Artigiani/Commercianti, Gestione Separata, o cassa di categoria) e alcuni adempimenti, come l’iscrizione alla Camera di Commercio per le ditte individuali.
Posso cambiare codice ATECO dopo aver aperto la Partita IVA?
Sì, è possibile, ma cambia il coefficiente di redditività applicato da quel momento in poi: conviene sceglierlo con attenzione fin dall’inizio per evitare di dover ricalcolare tutto in corsa.
Devo fare qualcosa entro il 28 febbraio se apro la Partita IVA a marzo?
Solo se rientri in Gestione Artigiani o Commercianti e vuoi la riduzione contributiva del 35% per l’anno in corso: in quel caso la domanda telematica all’INPS va presentata entro quella data, altrimenti perdi l’agevolazione per l’anno.
Riferimenti normativi
I dati fiscali di questo articolo si basano su:
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 (istituzione e disciplina del regime forfettario)
- Modello AA9/12 e istruzioni — Agenzia delle Entrate
- Circolare INPS n. 27 del 30 gennaio 2025 (aliquote contributive Gestione Separata e regimi autonomi)
