Persona al laptop con una carta di pagamento, riferimento alla ritenuta d'acconto forfettario

Ritenuta d’acconto e forfettario: perché non si applica

Mandi la fattura a un’azienda e ti arriva un bonifico più basso di quello che avevi scritto. Hanno applicato il 20% di ritenuta, “come si fa sempre”. Solo che la ritenuta d’acconto forfettario non si applica: quei soldi dovevano restare tuoi.

Indice

Ritenuta d’acconto forfettario: la regola in breve

Chi è in regime forfettario non subisce la ritenuta d’acconto. I compensi vanno incassati per intero, senza alcuna trattenuta da parte del cliente.

Il motivo è strutturale: la ritenuta è un anticipo sull’IRPEF, ma il forfettario l’IRPEF non la paga — paga l’imposta sostitutiva, che segue una strada tutta sua con acconti e saldo propri. Trattenere un anticipo su un’imposta che non esiste non avrebbe senso.

La base normativa è l’art. 1, comma 67, della Legge 190/2014, la stessa legge che istituisce il regime.

La dicitura da mettere in fattura

Perché il cliente sappia di non dover trattenere nulla, la fattura deve dirglielo. Alla dicitura sull’assenza di IVA se ne aggiunge quindi una seconda:

Non è una formalità estetica: è l’unica cosa che ferma l’ufficio amministrativo del tuo cliente, che davanti a una fattura di un professionista applica la ritenuta per abitudine. Se manca quella riga, nove volte su dieci la trattenuta parte.

Insieme alle altre — dicitura di franchigia IVA, codice RF19, natura N2.2 — compone la fattura completa di un forfettario, che trovi spiegata nella guida sulla fattura elettronica in regime forfettario.

Te l’hanno trattenuta lo stesso: cosa fare

Succede spesso, soprattutto con clienti grandi e con le pubbliche amministrazioni. La strada più semplice e veloce è parlarne subito con il cliente: se la ritenuta non è ancora stata versata all’Erario, l’amministrazione può correggere il pagamento e versarti la differenza.

Se invece il versamento è già stato fatto, la somma non è persa: si recupera in dichiarazione. A condizione che la ritenuta sia stata regolarmente certificata dal sostituto d’imposta e che tu non ne abbia chiesto il rimborso, la indichi nel rigo RS40 del modello Redditi PF, per poi scomputarla dall’imposta sostitutiva nel rigo LM41, oppure dall’IRPEF ordinaria nel rigo RN33 colonna 4.

In alternativa puoi chiederla a rimborso secondo le modalità ordinarie. È il tipo di passaggio che conviene far gestire al proprio commercialista, ma sapere che il recupero esiste evita di dare quei soldi per persi.

La prevenzione vale più della cura: metti la dicitura sulla ritenuta d’acconto forfettario in ogni fattura, fin dalla prima. Se lavori con un cliente che sbaglia in modo sistematico, una mail all’amministrazione con il riferimento normativo di solito risolve per tutte le fatture successive.

L’altra faccia: nemmeno tu operi ritenute

C’è un secondo lato della stessa medaglia, ed è quello che sorprende chi passa da un altro regime: il forfettario non è sostituto d’imposta.

Significa che quando sei tu a pagare qualcuno — un collaboratore occasionale, un altro professionista — non trattieni la ritenuta e non la versi. Paghi l’importo pieno indicato in fattura o in ricevuta.

È una semplificazione notevole, perché ti evita versamenti mensili e i relativi adempimenti dichiarativi. Se ricevi una fattura da un professionista in regime ordinario che riporta la ritenuta, però, vale la pena chiarire la posizione con il tuo commercialista prima di pagare, perché su questo caso specifico gli adempimenti non sono del tutto scontati.

E la Certificazione Unica?

Collegata a questo tema c’è una semplificazione che pochi conoscono: dal 2024 i sostituti d’imposta sono esonerati dall’emissione della Certificazione Unica per i compensi corrisposti ai forfettari.

Se il tuo cliente non ti manda più la CU, quindi, non è una dimenticanza: non deve più farlo. Restano fuori dall’esonero due casi particolari, l’indennità di maternità e i compensi dei medici in convenzione con il SSN.

Non avere la CU non cambia nulla per la tua dichiarazione: il tuo reddito lo calcoli sulle fatture incassate, non su un documento del cliente. Il funzionamento è nella guida sulla dichiarazione dei redditi da forfettario.

Incassa quello che hai fatturato

Una fattura scritta bene si paga da sola: nessuna trattenuta, nessuna telefonata all’amministrazione del cliente, nessun recupero da gestire mesi dopo.

Con TurboFisco le diciture obbligatorie — franchigia IVA, RF19, N2.2 e l’esclusione della ritenuta — sono già impostate in automatico su ogni fattura che emetti. Iscriviti gratis e falla giusta dalla prima, oppure prenota una consulenza gratuita se ti sono già state trattenute ritenute che non dovevi subire.

Domande frequenti

Il forfettario subisce la ritenuta d’acconto?
No. I compensi di chi è in regime forfettario non sono soggetti a ritenuta, in base all’art. 1, comma 67, della Legge 190/2014: si incassa l’importo pieno della fattura.

Quale dicitura devo scrivere in fattura?
“Operazione senza applicazione della ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. 190/2014”, da aggiungere alla dicitura sull’assenza di IVA.

Il cliente mi ha applicato la ritenuta per errore: cosa faccio?
Contattalo subito: se non ha ancora versato la somma all’Erario può correggere il pagamento. Se il versamento è già avvenuto, la ritenuta si recupera in dichiarazione indicandola nel rigo RS40 del modello Redditi PF e scomputandola nel rigo LM41, oppure si chiede a rimborso.

Un forfettario deve operare ritenute su chi paga?
No, il forfettario non è sostituto d’imposta: paga gli importi per intero, senza trattenere né versare ritenute.

Il cliente deve inviarmi la Certificazione Unica?
Dal 2024 no: i sostituti d’imposta sono esonerati dall’emissione della CU per i compensi ai forfettari, salvo i casi dell’indennità di maternità e dei medici in convenzione SSN.


Riferimenti normativi: Legge 190/2014, art. 1, comma 67 (esclusione della ritenuta d’acconto sui compensi dei forfettari) · DPR 29 settembre 1973, n. 600 (disciplina generale delle ritenute e dei sostituti d’imposta) · Agenzia delle Entrate — regime forfetario

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