Illustrazione della dichiarazione redditi forfettario: un documento con una spunta a rappresentare il Quadro LM completato

Dichiarazione dei redditi da forfettario: guida al Quadro LM

Ogni anno, chi ha la Partita IVA in regime forfettario si ritrova a dover fare i conti con un adempimento che sembra collegato a un mondo che non lo riguarda più: la dichiarazione dei redditi con IVA, ritenute, deduzioni analitiche. Da forfettario è tutto più semplice, ma “più semplice” non vuol dire “automatico”: un modulo specifico va comunque compilato ogni anno.

Indice

Dichiarazione redditi forfettario: la risposta in breve

Chi è in regime forfettario, il regime fiscale agevolato con imposta sostitutiva al posto di IRPEF, presenta la dichiarazione dei redditi tramite il Modello Redditi Persone Fisiche (Redditi PF), compilando in particolare il Quadro LM, la sezione dedicata proprio a chi applica il regime forfettario (o il regime di vantaggio residuale). Non si usa il modello 730, riservato a lavoratori dipendenti e pensionati senza redditi da Partita IVA rilevanti.

Nel Quadro LM indichi:

  • I ricavi o compensi incassati nell’anno.
  • Il coefficiente di redditività applicabile al tuo codice ATECO.
  • Il reddito imponibile che ne risulta (ricavi × coefficiente).
  • I contributi previdenziali versati, deducibili dal reddito imponibile.
  • L’imposta sostitutiva dovuta, al 15% (o 5% nei primi 5 anni di attività, se hai i requisiti).

Come si calcola il reddito da dichiarare

Il punto che spiazza di più chi arriva da un lavoro dipendente è che il reddito imponibile forfettario non si calcola sottraendo le spese reali sostenute durante l’anno. Si applica invece un coefficiente di redditività fisso al fatturato incassato, che varia in base al codice ATECO: dal 40% (es. commercio al dettaglio) all’86% (costruzioni e attività immobiliari), passando per il 67% (informatica e digitale) e il 78% (professioni tecniche, legali, marketing, sanità).

Esempio pratico: se hai un codice ATECO con coefficiente 78% e incassi 30.000 euro nell’anno, il reddito imponibile è 23.400 euro (30.000 × 78%), a prescindere da quanto hai speso davvero per software, attrezzatura o altro. Le spese reali, in regime forfettario, non riducono il reddito imponibile: è il prezzo della semplificazione.

Cosa puoi dedurre comunque

Anche se le spese operative non sono deducibili analiticamente, i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno (INPS o cassa di categoria) si deducono per intero dal reddito forfettario, secondo il principio di cassa: contano i contributi effettivamente versati durante l’anno, anche se relativi al periodo d’imposta precedente. L’eventuale eccedenza, se i contributi superano il reddito forfettario, è deducibile dal reddito complessivo IRPEF.

Non sono invece deducibili i contributi per il riscatto degli anni di laurea né i premi INAIL.

Quando si presenta la dichiarazione

Per l’anno d’imposta 2025, il Modello Redditi PF 2026 si presenta per via telematica dal 15 aprile al 2 novembre 2026, direttamente o tramite un intermediario abilitato. Chi presenta ancora il modello in forma cartacea (casi specifici) ha una finestra più ristretta, dal 15 aprile al 30 giugno 2026. La finestra esatta cambia leggermente ogni anno: verifica sempre il calendario aggiornato sul sito dell’Agenzia delle Entrate prima di considerare una data come definitiva per gli anni successivi.

Da forfettario per la prima volta? Il primo anno di attività non richiede il versamento di acconti dell’imposta sostitutiva, ma la dichiarazione va comunque presentata regolarmente l’anno successivo, dichiarando il reddito effettivamente prodotto.

Cosa succede se sbagli o presenti in ritardo

Come per qualsiasi altra dichiarazione dei redditi, errori o ritardi comportano sanzioni proporzionate alla gravità: dall’omesso versamento dell’imposta dovuta, alla dichiarazione presentata oltre i termini, fino ai dati indicati in modo infedele. In quest’ultimo caso, se i dati sui requisiti di accesso o permanenza nel regime risultano indicati in modo infedele e il maggior reddito accertato supera del 10% quello dichiarato, le sanzioni ordinarie sono maggiorate del 10%. Anche qui vale la stessa regola generale del fisco: prima ti accorgi dell’errore, meno costa regolarizzare.

Il problema più comune non è la compilazione del Quadro LM in sé — è arrivarci senza sapere già con precisione quanto hai incassato, quanto hai versato di contributi, e quale sia il tuo reddito imponibile reale. Con TurboFisco questi numeri li vedi aggiornati fattura dopo fattura durante tutto l’anno, invece di doverli ricostruire a posteriori quando arriva il momento della dichiarazione.

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Domande frequenti

Per la dichiarazione redditi forfettario devo usare il modello 730 o il Modello Redditi PF?

Il Modello Redditi PF, con il Quadro LM dedicato al regime forfettario. Il 730 non è pensato per chi ha redditi da Partita IVA in questo regime.

Posso dedurre le spese che sostengo durante l’anno?

No, non analiticamente: il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività fisso al fatturato, non sottraendo le spese reali. Restano deducibili i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno.

Il primo anno di Partita IVA devo comunque presentare la dichiarazione?

Sì. Non devi versare acconti dell’imposta sostitutiva nel primo anno, ma la dichiarazione del reddito effettivamente prodotto va comunque presentata l’anno successivo, come per chiunque altro.

Cosa succede se dichiaro un reddito inferiore a quello reale?

Rischi sanzioni ordinarie per infedele dichiarazione, maggiorate del 10% se il maggior reddito accertato supera del 10% quello dichiarato. Conviene sempre dichiarare il dato reale, anche perché con la fatturazione elettronica l’Agenzia delle Entrate incrocia facilmente i dati.

Riferimenti normativi

I dati fiscali di questo articolo si basano su:

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