Illustrazione astratta di tre canali di vendita racchiusi in un unico cerchio tratteggiato, a rappresentare il forfettario per e-commerce

Regime forfettario per e-commerce: cosa sapere

Se stai per aprire un e-commerce, probabilmente ti sei già scontrata con una domanda che online trova risposte diverse a seconda di chi la scrive: il regime forfettario conviene davvero per chi vende online, e cosa cambia rispetto a un negozio fisico? La risposta dipende da pochi numeri concreti, non da opinioni.

Indice

Forfettario e-commerce: la risposta in breve

Sì, il regime forfettario è disponibile anche per un e-commerce, con le stesse regole di accesso di qualunque altra attività: ricavi entro 85.000 euro l’anno (soglia oltre la quale il regime cessa dall’anno successivo) e i requisiti su beni strumentali e collaboratori. La particolarità di un e-commerce non è nell’accesso al regime, ma in due aspetti specifici: quale codice ATECO usare (dal 2025 non esiste più un codice unico “e-commerce”) e come si incrociano le regole IVA per le vendite in Europa con la semplificazione del forfettario.

Codice ATECO e coefficiente di redditività

Fino al 2025 esisteva un codice unico per il commercio online, il 47.91.10. Con la nuova classificazione ATECO 2025, quel codice è stato eliminato: oggi il codice dipende dalla categoria merceologica del prodotto che vendi, non dal canale online. Abbiamo dedicato un articolo a parte a questo cambiamento, con gli esempi pratici per categoria: codice ATECO e-commerce forfettario.

Ai fini del calcolo delle tasse, la maggior parte dei codici di commercio al dettaglio ha un coefficiente di redditività del 40%: su 100 euro di fatturato, il reddito imponibile è 40 euro. È un dato importante da tenere presente, perché è più basso rispetto al 67-78% delle attività di consulenza e servizi — un e-commerce, a parità di fatturato, paga meno imposta sostitutiva rispetto a un libero professionista.

Come si calcola il ricavo se vendi su un marketplace

Se vendi su Amazon, Etsy o un altro marketplace, il tuo ricavo ai fini fiscali è il prezzo di vendita pieno pagato dal cliente, non l’importo che ti arriva sul conto dopo la trattenuta delle commissioni della piattaforma. Le commissioni sono un costo dell’attività, ma nel regime forfettario non si deducono i costi analitici: la deduzione forfettaria è già incorporata nel coefficiente di redditività (40%). Questo significa che, per calcolare correttamente la soglia degli 85.000 euro e l’imposta dovuta, devi guardare al fatturato lordo, prima delle commissioni trattenute dal marketplace.

Dropshipping: stesso principio, attenzione al margine

Il dropshipping non ha un codice ATECO dedicato: si applica lo stesso principio del commercio al dettaglio online, scegliendo il codice in base al prodotto venduto prevalentemente. Dal punto di vista fiscale non cambia nulla rispetto a un e-commerce con magazzino proprio.

Dal punto di vista economico, però, vale una considerazione pratica: con il coefficiente al 40% l’imposta sostitutiva si calcola su un imponibile relativamente contenuto, ma il dropshipping lavora tipicamente con margini più bassi rispetto alla vendita diretta. Prima di scegliere questo modello, vale la pena verificare che il margine reale sul singolo prodotto resti sostenibile una volta considerate le imposte e i contributi da versare sul fatturato lordo (non sul margine).

La soglia OSS a 10.000 euro: come si incrocia con la soglia forfettario

Questo è il punto che genera più confusione online, spesso con informazioni contrastanti. Ecco come funziona davvero: se vendi a clienti privati in altri Paesi UE (vendite a distanza intracomunitarie), esiste una soglia separata di 10.000 euro l’anno (calcolata su tutte le vendite a distanza UE, non solo verso un singolo Paese). Sotto questa soglia, puoi continuare ad applicare le regole del tuo Paese di origine — nel caso del forfettario, quindi, senza addebito di IVA, come per le vendite in Italia. Superata la soglia dei 10.000 euro, si applica il principio del Paese di destinazione: dovresti versare l’IVA del Paese del cliente, e per semplificare questo adempimento puoi aderire al regime OSS (One Stop Shop), che consente di dichiarare e versare l’IVA di tutti i Paesi UE tramite un’unica procedura in Italia, invece di registrarti in ogni singolo Stato membro.

Importante: questa soglia di 10.000 euro è indipendente dalla soglia di 85.000 euro del regime forfettario. Sono due limiti diversi, con effetti diversi: superare gli 85.000 euro incide sulla permanenza nel regime forfettario; superare i 10.000 euro di vendite UE incide solo sul dove versare l’IVA per quelle specifiche vendite, e può capitare anche restando ampiamente sotto la soglia degli 85.000 euro.

IOSS: vendite verso clienti extra-UE

Se vendi a clienti fuori dall’Unione Europea, o importi merce da fornitori extra-UE per la vendita a clienti europei, entra in gioco un meccanismo diverso, lo IOSS (Import One Stop Shop), pensato per i beni di valore fino a 150 euro importati da Paesi extra-UE e venduti a consumatori nell’UE. Anche in questo caso lo scopo è evitare la registrazione IVA separata in ogni Paese di destinazione.

Errori comuni da evitare

  • Calcolare il fatturato al netto delle commissioni del marketplace, invece che sul prezzo pieno pagato dal cliente: porta a sottostimare sia la soglia degli 85.000 euro sia l’imposta dovuta.
  • Continuare a usare il vecchio codice ATECO 47.91.10, non più valido dal 2025.
  • Ignorare la soglia OSS dei 10.000 euro pensando che riguardi solo chi supera già gli 85.000 euro forfettario: sono soglie indipendenti.
  • Sottovalutare il margine reale nel dropshipping, dimenticando che imposte e contributi si calcolano sul fatturato lordo, non sul margine netto.

Vedi subito quanto ti resta, fattura dopo fattura

Tra commissioni marketplace, soglia OSS e soglia forfettario, un e-commerce ha più variabili da tenere sott’occhio rispetto a molte altre attività. Con TurboFisco vedi in tempo reale, a ogni vendita, quanto ti resta davvero in tasca e quanto sei vicina alle soglie che contano — non solo a fine anno.

Prova il calcolatore netto forfettario, iscrivendoti gratis, per farti un’idea concreta e monitorare la tua attività fin dal primo giorno.

Domande frequenti

Il regime forfettario è compatibile con un e-commerce?

Sì, con le stesse regole di accesso di qualunque altra attività: ricavi entro 85.000 euro l’anno e i normali requisiti su beni strumentali e collaboratori.

Che coefficiente di redditività ha un e-commerce in regime forfettario?

Generalmente il 40%, tipico del commercio al dettaglio — più basso rispetto al 67-78% delle attività di consulenza e servizi.

Il ricavo da marketplace si calcola prima o dopo le commissioni della piattaforma?

Prima: il ricavo fiscale è il prezzo pieno pagato dal cliente, non l’importo netto che arriva dopo la trattenuta delle commissioni.

La soglia OSS di 10.000 euro è la stessa degli 85.000 euro del forfettario?

No, sono due soglie indipendenti: la prima riguarda dove versare l’IVA sulle vendite intracomunitarie, la seconda la permanenza nel regime forfettario.

Riferimenti normativi

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *