Codice ATECO e-commerce forfettario
Se cerchi “il codice ATECO per e-commerce”, la risposta che trovavi fino a poco tempo fa non esiste più: dal 2025 non c’è un codice unico per chi vende online, perché la classificazione dipende da cosa vendi, non da dove lo vendi.
Indice
- Codice ATECO e-commerce forfettario: la risposta in breve
- Perché è cambiato e cosa significa per te
- Dropshipping: stesso principio, nessun codice dedicato
- Attenzione a non confondere con i codici di intermediazione
- Quanto paghi con un codice di commercio al dettaglio
- Casi limite da valutare con attenzione
- Domande frequenti
- Riferimenti normativi
Codice ATECO e-commerce forfettario: la risposta in breve
Fino all’ATECO 2022 esisteva un codice unico, il 47.91.10 — Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, valido per qualunque e-commerce indipendentemente dal prodotto venduto. Con l’ATECO 2025 (obbligatorio dal 1° aprile 2025), questo codice unico è stato eliminato e sostituito da 96 codici diversi, in base alla categoria merceologica del prodotto che vendi: il canale di vendita (online o fisico) non conta più ai fini della classificazione.
In pratica: se vendi abbigliamento online, usi lo stesso codice di un negozio di abbigliamento fisico (es. 47.71.10); se vendi elettrodomestici, usi 47.54.00; e così via, in base al prodotto — non un codice “e-commerce” generico.
Perché è cambiato e cosa significa per te
Il principio alla base dell’ATECO 2025 è che il canale di vendita non definisce l’attività economica: a definirla è il prodotto. Questo significa che devi identificare la categoria merceologica prevalente della tua attività e cercare il codice specifico per quel prodotto tra i codici di commercio al dettaglio (divisione 47), non un codice “e-commerce” che non esiste più come categoria a sé stante.
Il coefficiente di redditività per la maggior parte dei codici di commercio al dettaglio è il 40%, molto più basso rispetto al 67% o 78% che spesso si associa (erroneamente) alle attività digitali. Questo è un punto spesso frainteso: vendere online non ti sposta automaticamente in una fascia di coefficiente “da attività tech”.
Dropshipping: stesso principio, nessun codice dedicato
Il dropshipping (vendita al cliente finale senza gestione fisica della merce, spedita direttamente dal fornitore) non ha un codice ATECO proprio: si applica lo stesso principio del commercio al dettaglio online, scegliendo il codice in base al prodotto venduto prevalentemente. Il fatto di non gestire fisicamente il magazzino non cambia la classificazione fiscale dell’attività.
Attenzione a non confondere con i codici di intermediazione
I codici 47.91.xx e 47.92.xx nella nuova classificazione ATECO 2025 sono riservati a chi fornisce servizi di intermediazione per il commercio al dettaglio — cioè a chi gestisce una piattaforma o un marketplace che mette in contatto venditori e acquirenti (come un operatore di marketplace), non a chi vende direttamente i propri prodotti. Se vendi i tuoi prodotti tramite il tuo sito o un marketplace esistente (Amazon, Etsy), il codice giusto è quello del tuo prodotto, non un codice di intermediazione.
Quanto paghi con un codice di commercio al dettaglio
Con coefficiente 40%, su 100 euro di fatturato il reddito imponibile è 40 euro — molto meno rispetto ai profili di consulenza/servizi. Esempio pratico: con 50.000 euro di ricavi in un anno, il reddito imponibile è 20.000 euro. L’imposta sostitutiva al 15% sarebbe 3.000 euro. Per un e-commerce, i contributi INPS seguono il regime Artigiani o Commercianti (con contributo fisso annuo), non la Gestione Separata.
Casi limite da valutare con attenzione
Se vendi più categorie di prodotto in proporzioni simili, il codice di riferimento è quello dell’attività che genera la parte più consistente del fatturato nell’anno. Se oltre a vendere prodotti offri anche servizi collegati (es. consulenza, personalizzazione), valuta se una parte dell’attività meriti un codice ATECO secondario.
Se il tuo caso è a cavallo tra più categorie di prodotto, richiedi una consulenza gratuita con TurboFisco per una valutazione sulla tua situazione specifica.
Domande frequenti
Esiste ancora un codice ATECO generico per l’e-commerce?
No. Dal 2025 il vecchio codice unico 47.91.10 è stato sostituito da 96 codici diversi in base alla categoria merceologica del prodotto venduto.
Il dropshipping ha un codice ATECO dedicato?
No, si applica lo stesso principio del commercio al dettaglio online: il codice dipende dal prodotto venduto, non dal modello logistico.
Che coefficiente di redditività ha un e-commerce in regime forfettario?
Generalmente 40%, il coefficiente tipico del commercio al dettaglio — più basso di quanto spesso si pensa per un’attività “digitale”.
Riferimenti normativi
I dati fiscali di questo articolo si basano su:
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, Allegato 4 (coefficienti di redditività per divisione ATECO)
- ISTAT — Classificazione ATECO 2025 (nuova classificazione per categoria merceologica, in vigore dal 1° aprile 2025)
