Tavolo di ricevimento allestito con composizioni floreali, riferimento al codice ATECO wedding planner forfettario

Codice ATECO wedding planner: 96.99.93 e i soldi dei fornitori

Il codice ATECO wedding planner forfettario è la parte facile. Il difficile è che dal tuo conto corrente passano soldi che non sono tuoi: acconti per la location, caparre per il catering, pagamenti al fotografo. È il punto più delicato del mestiere, e quasi nessuno ne parla.

Questa guida l'hanno scritta i commercialisti di TurboFisco, iscritti all'albo.

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Indice

Codice ATECO wedding planner forfettario: qual è

Il codice ATECO wedding planner forfettario è 96.99.93 — Servizi di organizzazione di feste e cerimonie. Le note ufficiali ISTAT lo indicano espressamente per l’organizzazione di matrimoni. Non va confuso con i codici 82.30.0x, che riguardano congressi, fiere ed eventi aziendali: se organizzi anche eventi per imprese, quello è il codice della seconda attività (di solito 82.30.03).

Coefficiente di redditività: 67%

Su 100 euro di compensi, 67 sono reddito imponibile e 33 sono spese riconosciute forfettariamente. È un coefficiente favorevole rispetto al 78% dei consulenti.

Con 40.000 euro di compensi:

  • reddito imponibile lordo: 26.800 euro
  • meno i contributi versati nell’anno
  • imposta sostitutiva al 15%, o al 5% nei primi cinque anni con i requisiti previsti

Il vero rischio: i soldi dei fornitori che passano da te

Questo è il punto che può far saltare tutto, e va capito prima di firmare il primo contratto.

Immagina un matrimonio da 60.000 euro complessivi, di cui il tuo compenso è 6.000. Se gli sposi ti bonificano l’intera cifra e sei tu a pagare location, catering, fiorista e fotografo, dal tuo conto sono passati 60.000 euro. Con tre matrimoni così sei sopra gli 85.000 euro, pur avendo guadagnato 18.000 euro.

La distinzione tra quello che è tuo compenso e quello che è una semplice movimentazione per conto del cliente non è automatica: dipende da come sono impostati i contratti, da chi è intestata la fattura del fornitore e da come le somme sono documentate.

Ci sono due modi di lavorare, e portano a risultati fiscali molto diversi:

  • I fornitori fatturano direttamente agli sposi, e tu fatturi solo la tua parcella. Semplice e lineare: i tuoi ricavi sono il tuo compenso.
  • I fornitori fatturano a te, e tu ribalti tutto agli sposi. Qui il rischio è concreto, e va impostato correttamente fin dall’inizio, con contratti e documentazione adeguati.

La differenza non è di forma. Se il fornitore fattura agli sposi e tu ti limiti a pagare per loro conto, con documenti intestati a loro, quelle somme sono anticipazioni e non entrano nei tuoi ricavi. Se invece il fornitore fattura a te e tu rifatturi agli sposi, per il fisco stai vendendo tu quel servizio: l’intero importo è un tuo ricavo, conta per la soglia degli 85.000 euro, e i costi dei fornitori non li puoi dedurre, perché nel forfettario le spese sono già comprese nel coefficiente.

Se stai già lavorando nel secondo modo, è il caso di farsi guardare l’impostazione da un commercialista prima che l’anno si chiuda: le soglie del forfettario si calcolano sugli incassi, e come funzionano le due soglie è spiegato nella guida sul limite degli 85.000 euro.

Principio di cassa e acconti

Nel forfettario conta quando incassi, non quando emetti fattura o quando si celebra il matrimonio.

Per un wedding planner è un dettaglio rilevante, perché il ciclo è lungo: un acconto ricevuto a novembre per un matrimonio di giugno è reddito dell’anno in cui l’hai incassato. Con matrimoni concentrati tra maggio e settembre, e acconti che arrivano l’anno prima, la distribuzione degli incassi tra un anno e l’altro va guardata: può fare la differenza rispetto alla soglia.

Contributi: dipende da come sei inquadrata

Se svolgi l’attività come professionista — consulenza e coordinamento, senza una struttura organizzata — versi alla Gestione Separata INPS, solo sul reddito effettivo e senza contributi fissi.

Se l’attività è organizzata in forma d’impresa, con dipendenti, magazzino o allestimenti propri, l’inquadramento è nella Gestione Commercianti, con contributo fisso annuo dovuto anche a fatturato basso.

È una distinzione che dipende dalla concreta organizzazione dell’attività, non dal codice in sé, e conviene chiarirla in fase di apertura.

Se lavori con coppie straniere

I matrimoni di stranieri in Italia sono un mercato importante. Se il cliente è una persona fisica residente all’estero, le regole di fatturazione cambiano: diciture e territorialità sono nella guida su come fatturare all’estero da forfettario.

Impostiamo bene i contratti, non solo la Partita IVA

Registrare il codice ATECO wedding planner forfettario è la parte facile. La parte che conta è come gestisci il denaro dei clienti.

Prenota una consulenza gratuita con un commercialista iscritto all’albo: vediamo come sono impostati i tuoi contratti e se rischi di gonfiare i ricavi con soldi che non sono tuoi. Oppure iscriviti gratis a TurboFisco e tieni sotto controllo incassi e soglia durante l’anno.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO per un wedding planner?
È il 96.99.93, “Servizi di organizzazione di feste e cerimonie”, che le note ISTAT indicano espressamente per l’organizzazione di matrimoni. Gli 82.30.0x riguardano invece congressi, fiere ed eventi aziendali.

Qual è il coefficiente di redditività?
Il 67%: su 100 euro di compensi, 67 sono reddito imponibile e 33 sono spese riconosciute forfettariamente.

I soldi che giro ai fornitori contano nei miei ricavi?
Se i fornitori fatturano a te e tu rifatturi agli sposi, sì: l’intero importo è un tuo ricavo e conta per la soglia. Se fatturano direttamente agli sposi e tu paghi solo per loro conto, con documenti intestati a loro, no.

Un acconto ricevuto quest’anno per un matrimonio dell’anno prossimo quando si tassa?
Nell’anno in cui lo incassi: nel forfettario vale il principio di cassa, indipendentemente da quando si celebra l’evento.

A quale gestione INPS si iscrive un wedding planner?
Alla Gestione Separata se l’attività è professionale, alla Gestione Commercianti se è organizzata in forma d’impresa, con contributo fisso annuo.


Riferimenti normativi: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario, coefficienti e soglie) · DPR 26 ottobre 1972, n. 633 (base imponibile e spese anticipate in nome e per conto) · ISTAT, classificazione ATECO 2025

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