Codice ATECO idraulico ed elettricista: il coefficiente all’86%
Dietro al codice ATECO idraulico elettricista forfettario c’è un numero che cambia tutto: 86%. È il coefficiente più alto del regime, e rende quelle edili le uniche attività in cui vale la pena chiedersi sul serio se il forfettario convenga.
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Indice
- Codice ATECO idraulico elettricista forfettario: quali sono
- Il coefficiente all’86%: il più alto della tabella
- Facciamo il conto vero
- I contributi: Gestione Artigiani, con un fisso che corre sempre
- I due tetti da 20.000 euro
- Il conto va fatto sui tuoi materiali
- Domande frequenti
Codice ATECO idraulico elettricista forfettario: quali sono
Il codice ATECO idraulico elettricista forfettario cambia in base all’impianto che installi:
- 43.22.05 — Installazione di altri impianti termo-idraulici, per l’idraulico;
- 43.21.01 — Installazione di impianti di illuminazione e fotovoltaici in edifici, per l’elettricista.
Sono i codici più comuni, ma all’interno delle classi 43.21 e 43.22 ce ne sono altri, a seconda del tipo di impianto su cui lavori in prevalenza — riscaldamento, condizionamento, antincendio, impianti elettrici generici. Il codice segue il lavoro che fai davvero.
Quello che non cambia è il trattamento fiscale: tutta la divisione 43 ha lo stesso coefficiente.
Il coefficiente all’86%: il più alto della tabella
Su 100 euro incassati, 86 sono reddito imponibile. Lo Stato ti riconosce forfettariamente solo il 14% di spese.
È il valore più alto di tutto il regime forfettario. Per confronto:
| Attività | Coefficiente | Spese riconosciute |
|---|---|---|
| Agente di commercio | 62% | 38% |
| Parrucchiere, estetista | 67% | 33% |
| Consulente, avvocato | 78% | 22% |
| Idraulico, elettricista, edilizia | 86% | 14% |
E qui sta il problema pratico, che chiunque lavori negli impianti riconosce subito: il materiale. Caldaie, tubazioni, cavi, quadri, componenti. Se su un lavoro da 10.000 euro ne spendi 4.000 di materiali, hai speso il 40% e lo Stato te ne riconosce il 14%.
Facciamo il conto vero
Prendiamo 50.000 euro di incassi in un anno:
- reddito imponibile: 50.000 × 86% = 43.000 euro
- meno i contributi INPS versati nell’anno
- imposta sostitutiva al 15% su quel che resta
Se le tue spese reali di materiali e attrezzature sono state 18.000 euro, il tuo guadagno effettivo è intorno ai 32.000 euro, ma stai pagando l’imposta su 43.000. Sono 11.000 euro di reddito tassato che non hai mai avuto in tasca.
In regime ordinario quei 18.000 euro li dedurresti tutti, e potresti anche detrarre l’IVA sugli acquisti — che nel forfettario è invece un costo secco, perché la paghi ai fornitori e non la recuperi.
Non significa che il forfettario non convenga mai. Se lavori soprattutto con la manodopera e il materiale lo compra il cliente, l’86% può essere sostenibile e il regime resta semplice e vantaggioso. Se invece fornisci tu i materiali, il conto va rifatto ogni anno con i numeri reali: le regole di questo meccanismo sono nella guida sulle spese deducibili nel forfettario.
I contributi: Gestione Artigiani, con un fisso che corre sempre
Come artigiano rientri nella Gestione Artigiani INPS: contributo fisso annuo di 4.521,36 euro in quattro rate trimestrali, dovuto anche se il lavoro va male, più il 24% sulla parte di reddito che eccede il minimale di 18.808 euro.
Con 43.000 euro di imponibile sei ben sopra il minimale, quindi il contributo complessivo sale in proporzione.
Da fare entro il 28 febbraio di ogni anno: la domanda telematica all’INPS per la riduzione del 35% riservata ai forfettari. Non è automatica. Se salti quella data, paghi il contributo pieno per tutto l’anno e non si recupera: su un fisso da oltre 4.500 euro sono più di 1.500 euro persi.
Va detto anche il rovescio: contributi ridotti significano pensione ridotta. È una scelta tra liquidità oggi e assegno domani, e a 30 anni si valuta diversamente che a 55.
I due tetti da 20.000 euro
Chi lavora negli impianti li incontra prima di altri:
- beni strumentali entro 20.000 euro al lordo degli ammortamenti. Un furgone, un’attrezzatura importante, e ci sei già vicino. Gli immobili non contano, i beni a uso promiscuo contano al 50%, quelli sotto 516,45 euro non rilevano.
- spese per dipendenti e collaboratori entro 20.000 euro lordi l’anno. Se prendi un aiutante fisso, è un tetto che si tocca in fretta.
Sono requisiti di permanenza: superarli fa uscire dal regime dall’anno successivo, come spiegato nella guida sulle cause di esclusione dal regime forfettario.
Il conto va fatto sui tuoi materiali
Con il codice ATECO idraulico elettricista forfettario la domanda giusta non è “come apro la Partita IVA”, ma “quanto spendo davvero di materiali ogni anno”.
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Domande frequenti
Qual è il codice ATECO per un idraulico?
Il più comune è il 43.22.05, “Installazione di altri impianti termo-idraulici”. All’interno della classe 43.22 esistono codici diversi a seconda del tipo di impianto installato.
E per un elettricista?
Il 43.21.01, “Installazione di impianti di illuminazione e fotovoltaici in edifici”, con altri codici della classe 43.21 per impianti differenti.
Qual è il coefficiente di redditività?
L’86%, il più alto del regime forfettario: solo il 14% degli incassi è considerato spesa riconosciuta forfettariamente.
Con l’86% conviene il forfettario?
Dipende dai materiali. Se li fornisci tu e incidono molto sul fatturato, il 14% riconosciuto può essere insufficiente e il regime ordinario può risultare più conveniente. Se lavori soprattutto con la manodopera, il forfettario resta vantaggioso.
Come riduco i contributi INPS?
Con la domanda telematica all’INPS per la riduzione del 35%, da presentare entro il 28 febbraio di ogni anno. Non è automatica.
Riferimenti normativi: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario, coefficienti in Allegato 4 e riduzione contributiva) · INPS — aliquote e contributi artigiani · ISTAT — classificazione ATECO 2025
