Illustrazione di come passare da regime ordinario a forfettario: una barra più grande che si trasforma in una barra più piccola

Passare dal regime ordinario al forfettario: guida completa

Chi ha aperto la Partita IVA in regime ordinario — per scelta o perché superava i requisiti del forfettario — e oggi si ritrova con ricavi tornati sotto soglia, si chiede spesso se può tornare al regime agevolato o se resta bloccato per anni in un regime più oneroso. La risposta dipende da come sei arrivato al regime ordinario, non solo da quanto guadagni oggi.

Indice

Passare da regime ordinario a forfettario: la risposta in breve

Il regime forfettario, il regime fiscale agevolato con imposta sostitutiva al posto di IRPEF, è considerato il regime naturale per chi ha i requisiti: se sei in regime ordinario perché ci sei finito automaticamente (avevi superato la soglia, o non avevi ancora i requisiti), puoi tornare al forfettario dall’anno successivo a quello in cui torni sotto i limiti previsti, senza bisogno di una comunicazione preventiva specifica — basta iniziare a fatturare senza IVA dal 1° gennaio (il cosiddetto “comportamento concludente”).

Il discorso cambia se sei in regime ordinario per opzione volontaria, cioè hai scelto tu di rinunciare al forfettario pur avendone diritto: in questo caso l’opzione per l’ordinario è vincolante per almeno un triennio, salvo le puntualizzazioni più recenti discusse più sotto, da verificare caso per caso prima di considerare il vincolo superato.

I requisiti per rientrare nel forfettario

Per tornare (o accedere per la prima volta) al regime forfettario servono, con riferimento all’anno precedente, gli stessi tre requisiti validi per chiunque:

  1. Ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro.
  2. Spese per lavoro dipendente e collaboratori non superiori a 20.000 euro lordi.
  3. Costo dei beni strumentali non superiore a 20.000 euro al lordo degli ammortamenti.

Vanno inoltre verificate le cause di esclusione ordinarie (es. redditi da lavoro dipendente superiori a 35.000 euro nell’anno precedente, salvo eccezioni; attività prevalentemente rivolta a un ex datore di lavoro).

Attenzione se sei uscito dal forfettario per aver superato i 100.000 euro: in quel caso il rientro non è immediato l’anno successivo, ma solo due anni dopo lo sforamento, a condizione che nell’anno intermedio i ricavi siano rimasti a 85.000 euro o meno.

Il vincolo triennale per chi ha scelto l’ordinario per opzione

Se in passato hai scelto volontariamente il regime ordinario — pur avendo i requisiti per il forfettario, magari per poter detrarre l’IVA su investimenti importanti o dedurre analiticamente costi elevati — quella scelta è vincolante per un triennio minimo, secondo le regole generali sulle opzioni IVA.

Alcune fonti professionali riportano che la Legge di Bilancio 2026 avrebbe reso più semplice uscire da questo vincolo anticipatamente. Non avendo verificato questa modifica su fonte normativa primaria con certezza, il consiglio pratico è: se hai un’opzione per l’ordinario ancora “attiva” da meno di tre anni e vuoi valutare un rientro anticipato nel forfettario, verifica la tua situazione specifica con un professionista prima di agire, perché la regola generale del vincolo triennale resta il punto di partenza corretto.

Come avviene il passaggio nella pratica

Se rientri nei requisiti e non hai un vincolo di opzione ancora attivo, il passaggio è semplice:

  1. Verifica i requisiti con riferimento all’anno precedente (ricavi, cause di esclusione).
  2. Scegli o conferma il codice ATECO della tua attività, perché determina il coefficiente di redditività applicabile (dal 40% all’86%).
  3. Inizia a fatturare senza IVA dal 1° gennaio dell’anno in cui vuoi applicare il forfettario: è il “comportamento concludente” che vale come opzione, non serve una comunicazione preventiva specifica all’Agenzia delle Entrate.
  4. Ricordati la fatturazione elettronica, obbligatoria per tutti i forfettari dal 2024, con dicitura “Operazione in franchigia da IVA”, codice regime RF19 e codice natura N2.2.

Cosa cambia concretamente passando al forfettario

  • Niente più IVA in fattura: non la addebiti né la detrai sugli acquisti.
  • Tassazione forfettaria: imposta sostitutiva al 15% (o 5% nei primi 5 anni, se hai i requisiti) su un reddito calcolato applicando un coefficiente di redditività al fatturato, non sulle spese reali sostenute.
  • Meno adempimenti: niente più registri IVA, scritture contabili, liquidazioni periodiche, studi di settore o ISA.
  • Attenzione alle rimanenze e ai beni strumentali: il passaggio da un regime con detrazione IVA a uno senza può comportare la necessità di rettificare la detrazione IVA già operata su beni strumentali e rimanenze di magazzino ancora presenti al momento del passaggio — un aspetto tecnico da valutare sempre con un professionista, perché l’impatto varia molto caso per caso.

Decidere se e quando passare al forfettario dipende da troppe variabili personali — margini, investimenti previsti, clienti abituali — per una risposta valida per tutti. Con TurboFisco puoi vedere in anticipo, con il tuo codice ATECO specifico, quanto cambierebbe davvero il tuo netto passando al forfettario, prima di decidere.

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Domande frequenti

Posso passare da regime ordinario a forfettario in qualsiasi momento?

No, il passaggio vale dall’anno successivo a quello in cui verifichi di avere i requisiti, tramite comportamento concludente (fatturi senza IVA dal 1° gennaio). Se sei in ordinario per opzione volontaria, verifica anche se hai ancora un vincolo triennale attivo.

Devo comunicare all’Agenzia delle Entrate che passo al forfettario?

Non serve una comunicazione preventiva specifica: il passaggio avviene tramite comportamento concludente, iniziando a fatturare senza IVA. L’attestazione dei requisiti va comunque fatta nella dichiarazione dei redditi annuale.

Se ho scelto il regime ordinario per opzione, sono vincolato per sempre?

No, il vincolo è di un triennio minimo secondo la regola generale. Alcune fonti recenti indicano possibili semplificazioni per il 2026, non verificate con certezza in questo articolo: verifica la tua situazione specifica con un professionista.

Cosa devo controllare prima di passare al forfettario se avevo detratto l’IVA su beni strumentali?

Va valutata un’eventuale rettifica della detrazione IVA già operata su beni strumentali e rimanenze ancora presenti al momento del passaggio: è un aspetto tecnico specifico da verificare caso per caso.

Riferimenti normativi

I dati fiscali di questo articolo si basano su:

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