Codice ATECO psicologo forfettario: qual è e quanto si paga
Aprire la Partita IVA da psicologo è più lineare di quanto sembri: il codice ATECO psicologo forfettario è uno solo, senza le ambiguità che affliggono altre professioni. La parte che sorprende, e che nessuno spiega bene prima, è la previdenza.
Indice
- Codice ATECO psicologo forfettario: qual è
- Il coefficiente di redditività: 78%
- ENPAP: il costo che sorprende quasi tutti
- Prestazioni sanitarie: attenzione alla fattura
- Quando il forfettario conviene meno
- Parliamone prima che tu apra
- Domande frequenti
Codice ATECO psicologo forfettario: qual è
Il codice ATECO psicologo forfettario è 86.93.00 — Psicologi e psicoterapeuti, esclusi i medici. Vale sia per l’attività di psicologo sia per quella di psicoterapeuta, purché tu non sia un medico: in quel caso rientri nei codici della professione medica (86.21 e 86.22).
Non serve cercare oltre. A differenza di copywriter o SEO specialist, dove la scelta del codice cambia le tasse che paghi, qui il codice è univoco e la classificazione ATECO 2025 non lo ha modificato.
Il coefficiente di redditività: 78%
Con il codice 86.93.00 il coefficiente di redditività è del 78%. Significa che su 100 euro incassati, 78 sono considerati reddito imponibile e 22 sono le spese che lo Stato ti riconosce forfettariamente, senza che tu debba documentarle.
In pratica, su 40.000 euro di compensi annui:
- reddito imponibile lordo: 31.200 euro
- meno i contributi ENPAP effettivamente versati nell’anno
- sul risultato paghi il 15%, oppure il 5% se sei nei primi cinque anni di attività e rispetti le condizioni previste
È un coefficiente alto, e ha una conseguenza pratica che vale la pena dire chiaramente: se affitti uno studio, quel costo non lo scarichi. Il forfettario non ammette la deduzione analitica delle spese, e per uno psicologo con uno studio in centro il 22% forfettario può essere meno di quanto spende davvero.
ENPAP: il costo che sorprende quasi tutti
Se sei iscritto all’albo devi iscriverti anche all’ENPAP, la cassa di previdenza degli psicologi. Non è facoltativo e non dipende dal regime fiscale che scegli: vale sia in forfettario sia in ordinario.
L’aliquota del contributo soggettivo è del 10% del reddito professionale, con un minimo annuo di circa 856 euro. È molto più bassa del 26,07% della Gestione Separata INPS a cui versano, per esempio, i fisioterapisti — ed è un vantaggio reale della professione, non un dettaglio.
Puoi anche scegliere di versare di più, fino al 30%, a scatti di due punti: più contributi oggi, pensione più alta domani. A questo si aggiunge un contributo integrativo del 2%, con un minimo di 66 euro, che addebiti in fattura al cliente e riversi alla cassa: non è un tuo costo e non fa parte del tuo compenso.
Il punto che conta per il forfettario: i contributi ENPAP che versi sono deducibili dal reddito imponibile, e sono l’unica cosa che puoi davvero dedurre. Su 31.200 euro di imponibile lordo, i contributi versati abbassano la base su cui calcoli il 15%. Non è un rimborso, ma è l’unica leva che hai.
L’iscrizione va fatta subito dopo l’avvio dell’attività, nei termini previsti dal regolamento ENPAP: verifica le scadenze esatte sul sito della cassa, perché il ritardo comporta sanzioni proprie dell’ente, indipendenti dal Fisco.
Prestazioni sanitarie: attenzione alla fattura
C’è una regola che riguarda te più di altri professionisti. Le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche non vanno fatturate elettronicamente tramite SDI: è un divieto, non una possibilità di scelta, e nasce dalla tutela dei dati sanitari.
Significa che per le sedute ai tuoi pazienti privati emetti una fattura cartacea o in PDF, mentre continui a usare la fattura elettronica per i clienti che non sono persone fisiche, per esempio un’azienda a cui fai formazione o una cooperativa. Trovi il quadro completo nella guida sulla fattura elettronica in regime forfettario.
Quando il forfettario conviene meno
Vale la pena dirlo, anche se non fa piacere leggerlo: con il 78% di coefficiente e uno studio da pagare, il forfettario non è automaticamente la scelta migliore. Se hai affitto, segreteria, supervisione e formazione continua, i costi reali possono superare abbondantemente il 22% riconosciuto forfettariamente.
Il calcolo va fatto sui tuoi numeri, non su una regola generale. Se stai partendo ora e i costi sono contenuti, il forfettario con il 5% dei primi cinque anni è quasi sempre vantaggioso: la nostra guida su come aprire la Partita IVA in regime forfettario spiega la procedura passo passo.
Parliamone prima che tu apra
Il codice è semplice, ma la scelta tra forfettario e ordinario per uno psicologo con studio dipende da quanto spendi davvero ogni anno.
Prenota una consulenza gratuita con un commercialista iscritto all’albo: facciamo il conto con i tuoi numeri prima che tu apra la Partita IVA, quando la scelta è ancora libera. Se invece hai già le idee chiare, iscriviti gratis a TurboFisco e vedi subito quanto ti resta di ogni parcella.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO per uno psicologo in regime forfettario?
È l’86.93.00, “Psicologi e psicoterapeuti, esclusi i medici”. Vale anche per l’attività di psicoterapia, purché tu non sia un medico.
Qual è il coefficiente di redditività del codice 86.93.00?
Il 78%: su 100 euro incassati, 78 sono reddito imponibile e 22 sono spese riconosciute forfettariamente.
Uno psicologo forfettario versa all’INPS o all’ENPAP?
All’ENPAP, la cassa di categoria, con un contributo soggettivo del 10% del reddito professionale. Non alla Gestione Separata INPS.
I contributi ENPAP sono deducibili nel forfettario?
Sì, e sono l’unica deduzione ammessa: abbassano il reddito su cui calcoli l’imposta sostitutiva.
Devo emettere fattura elettronica ai pazienti privati?
No. Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche la fattura elettronica via SDI è vietata: si emette fattura cartacea o PDF.
Riferimenti normativi: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario, coefficienti in Allegato 4) · ENPAP — contributi e adempimenti · ISTAT — classificazione ATECO 2025
