Codice ATECO avvocato forfettario: codice, coefficiente e Cassa Forense
Per chi apre lo studio, il codice ATECO avvocato forfettario non è mai stato il problema. Il problema sono i minimi di Cassa Forense, che si pagano anche l’anno in cui incassi poco, e che nessuno ti mette davanti prima di iniziare.
Indice
- Codice ATECO avvocato forfettario: qual è
- Coefficiente di redditività: 78%
- Cassa Forense: qui stanno i soldi veri
- Il conto completo del primo anno
- Attenzione alla causa ostativa dell’ex datore di lavoro
- I numeri del tuo primo anno, prima di aprire
- Domande frequenti
Codice ATECO avvocato forfettario: qual è
Il codice ATECO avvocato forfettario è 69.10.10 — Attività degli studi legali. È il codice degli avvocati iscritti all’albo che esercitano la professione in forma individuale, ed è univoco: non ci sono varianti da valutare come accade per altre professioni.
Da non confondere con il 69.10.20, che riguarda l’attività notarile, e con i codici 69.20.xx, che sono quelli dei commercialisti e dei consulenti del lavoro.
Coefficiente di redditività: 78%
La divisione 69 rientra tra le attività professionali con coefficiente al 78%. Su 100 euro di parcelle incassate, 78 euro sono reddito imponibile.
Con 50.000 euro di compensi in un anno:
- reddito imponibile lordo: 39.000 euro
- meno i contributi Cassa Forense versati nell’anno
- sul risultato l’imposta sostitutiva al 15%, o al 5% nei primi cinque anni se hai i requisiti
Un chiarimento che serve spesso: l’aliquota agevolata al 5% richiede che l’attività non sia mera prosecuzione di un lavoro precedente, ma la pratica forense obbligatoria non conta come prosecuzione. Chi apre la Partita IVA dopo il praticantato e l’esame non perde per questo il 5%.
Cassa Forense: qui stanno i soldi veri
L’iscrizione alla Cassa Forense è obbligatoria per chi è iscritto all’albo ed esercita la professione. Nel 2026 il contributo soggettivo è al 17% del reddito professionale: è il secondo anno della riforma che porta l’aliquota dal 16% del 2025 al 18% dal 2027.
Ma la parte che pesa davvero, soprattutto all’inizio, sono i minimi: si versano anche se hai incassato poco o nulla.
| Voce | Importo pieno | Ridotto (iscritti under 35, primi 6 anni) |
|---|---|---|
| Minimo soggettivo | 2.790 € | 1.395 € |
| Minimo integrativo | 355 € | 177,50 € |
La riduzione alla metà per chi si è iscritto prima dei 35 anni, nei primi sei anni di iscrizione, è la differenza tra circa 3.145 euro e circa 1.573 euro all’anno di contributi minimi. Su un primo anno di studio, non è un dettaglio: è la voce di costo più grossa che hai.
C’è poi il contributo integrativo del 4%, che è la voce che addebiti in fattura al cliente e poi riversi alla Cassa: non è un tuo costo e non è un tuo compenso, ci passi solo attraverso. Esiste anche un contributo soggettivo aggiuntivo del 3%, ma si applica solo sulla quota di reddito che supera il tetto annuo di 130.000 euro: da forfettario, con il limite degli 85.000, non ti riguarda.
Come per tutte le casse, i contributi obbligatori versati sono deducibili dal reddito forfettario, e restano l’unica deduzione possibile in questo regime.
Il conto completo del primo anno
Mettendo insieme i pezzi, un avvocato al primo anno con 25.000 euro di incassi e i minimi ridotti:
- imponibile lordo: 25.000 × 78% = 19.500 euro
- meno contributi versati nell’anno: circa 1.573 euro
- imponibile netto: circa 17.927 euro
- imposta sostitutiva al 5%: circa 896 euro
Meno di 900 euro di imposta, ma quasi 1.600 euro di contributi. È il motivo per cui, per un giovane avvocato, la voce da pianificare non è il Fisco: è la Cassa. E i minimi non guardano quanto hai fatturato.
Per capire quando e come si versa tutto questo, la guida sulle scadenze F24 del forfettario raccoglie le date dell’anno.
Attenzione alla causa ostativa dell’ex datore di lavoro
Se prima di aprire lo studio eri dipendente o collaboratore di uno studio legale, e adesso fatturi principalmente a quello stesso studio, rischi di incappare nella causa che esclude dal forfettario chi lavora in prevalenza per il proprio datore di lavoro attuale o dei due anni precedenti.
Esiste un’eccezione, introdotta nel 2024, proprio per gli iscritti ad albi professionali con contratto misto part-time, ma è stretta e piena di condizioni. È il punto su cui vale la pena farsi due conti prima, non dopo il primo incasso: ne parliamo nella guida su Partita IVA forfettaria e lavoro dipendente.
I numeri del tuo primo anno, prima di aprire
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Domande frequenti
Qual è il codice ATECO per un avvocato in regime forfettario?
È il 69.10.10, “Attività degli studi legali”. Il 69.10.20 riguarda invece i notai.
Quanto versa un avvocato alla Cassa Forense nel 2026?
Il contributo soggettivo è al 17% del reddito professionale, con un minimo di 2.790 euro, più un minimo integrativo di 355 euro. Chi si è iscritto prima dei 35 anni paga la metà nei primi sei anni.
Un avvocato forfettario può applicare il 5%?
Sì, se rispetta le condizioni per le nuove attività. La pratica forense obbligatoria non è considerata mera prosecuzione dell’attività precedente e quindi non fa perdere l’agevolazione.
I contributi di Cassa Forense sono deducibili?
Sì, i contributi previdenziali obbligatori versati si deducono dal reddito imponibile forfettario, e sono l’unica deduzione ammessa.
Posso fatturare allo studio in cui lavoravo prima?
Solo se non lo fai in modo prevalente. Fatturare per più della metà dei ricavi al proprio datore di lavoro attuale o dei due anni precedenti è causa di esclusione dal regime.
Riferimenti normativi: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario e coefficienti) · Cassa Forense — contributi e minimi · ISTAT — classificazione ATECO 2025
