Linea del tempo che illustra le scadenze F24 forfettario 2026, con due date evidenziate tra gli adempimenti dell'anno

Calendario scadenze F24 forfettario 2026: le date da segnare

Il 78% di chi ha una Partita IVA in regime forfettario non conosce l’importo esatto della prossima scadenza fiscale finché non ci è quasi sopra. Non è un problema di pigrizia: le scadenze del forfettario sono poche, ma sparse tra imposta sostitutiva e contributi INPS, ed è facile perdere il filo tra acconti, saldo e codici tributo.

Indice

Scadenze F24 forfettario 2026: la risposta in breve

Le scadenze principali per chi è in regime forfettario, il regime fiscale agevolato con imposta sostitutiva al posto di IRPEF e addizionali, sono tre per l’imposta sostitutiva:

Scadenza Cosa si versa Misura
30 giugno Saldo anno precedente + primo acconto anno in corso Saldo + 50% acconto
30 novembre Secondo acconto 50% acconto
30 giugno anno successivo Saldo definitivo Conguaglio

A queste si aggiungono le scadenze dei contributi INPS, che dipendono dal tuo regime contributivo (Artigiani, Commercianti, o Gestione Separata) e seguono un calendario in parte diverso.

Le scadenze dell’imposta sostitutiva

L’imposta sostitutiva, quella al 15% (o al 5% nei primi 5 anni di attività se hai i requisiti) che sostituisce IRPEF, addizionali regionali/comunali e IRAP, segue lo stesso calendario del versamento IRPEF ordinario:

  • Primo acconto: 30 giugno, nella misura del 50% dell’imposta dovuta, insieme al saldo dell’anno precedente.
  • Secondo acconto: 30 novembre, nella misura del restante 50%.
  • Saldo: 30 giugno dell’anno successivo, a conguaglio di quanto effettivamente dovuto.

Attenzione a un punto su cui sbagliano molte guide online: la ripartizione ordinaria dell’IRPEF è 40% a giugno e 60% a novembre, ma ai forfettari non si applica. Per chi è in regime forfettario le due rate sono di pari importo, per effetto dell’art. 58 del DL 124/2019.

I codici tributo da usare nel modello F24 sono:

  • 1790: acconto prima rata.
  • 1791: acconto seconda rata o unica soluzione.
  • 1792: saldo.

Se apri la Partita IVA per la prima volta, non devi versare acconti dell’imposta sostitutiva nel primo anno di attività: partirai a versare acconti solo dall’anno successivo.

Nota: alcune fonti indicano per il 2026 uno spostamento della scadenza del 30 giugno al 20 luglio per i forfettari. Non essendo questo dato confermato su una fonte primaria al momento della stesura, verifica sempre la data ufficiale sul sito dell’Agenzia delle Entrate prima di versare.

Le scadenze dei contributi INPS

Qui le date cambiano parecchio in base al tuo regime contributivo:

Gestione Artigiani o Commercianti (ditte individuali con attività artigianale o commerciale): il contributo fisso annuo (circa 4.521€ per gli artigiani, circa 4.612€ per i commercianti, prima di eventuali riduzioni) si versa a rate trimestrali, più un conguaglio a saldo/acconto allineato alle scadenze IRPEF per la parte di reddito che eccede il minimale.

Gestione Separata INPS (liberi professionisti senza cassa dedicata, es. sviluppatori, consulenti, formatori): non c’è un contributo fisso da anticipare a rate. Si versa solo sul reddito effettivamente prodotto, con le stesse scadenze di acconto e saldo dell’imposta sostitutiva (30 giugno, 30 novembre, 30 giugno anno successivo), perché il contributo si calcola nel quadro RR della dichiarazione dei redditi.

Casse previdenziali di categoria (es. Cassa Forense per gli avvocati, INARCASSA per architetti e ingegneri): seguono un proprio calendario, spesso diverso da quello INPS — se sei iscritto a una cassa di categoria, fai sempre riferimento al calendario della tua cassa specifica, non a quello INPS.

Cosa succede se sfori una scadenza

Se non versi entro la data prevista, puoi comunque regolarizzare con il ravvedimento operoso, versando l’imposta dovuta più una sanzione ridotta (codice tributo 8944) e gli interessi di mora (codice tributo 1944). Prima è, meno costa: la sanzione cresce man mano che passa il tempo dalla scadenza originaria. Non è una situazione da ignorare, ma nemmeno da drammatizzare: basta regolarizzare appena te ne accorgi.

Come sapere in anticipo quanto accantonare per ogni scadenza

Il problema reale non è ricordarsi la data — è arrivarci sapendo già quanto versare, invece di doverlo calcolare all’ultimo con il commercialista. Con TurboFisco, ogni fattura che emetti aggiorna in tempo reale quanto stai accantonando per la prossima scadenza, così a fine giugno o novembre non scopri l’importo, lo sai già da mesi.

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Domande frequenti

Quali sono le scadenze F24 forfettario 2026 da segnare in agenda?

Tre per l’imposta sostitutiva: 30 giugno (saldo + primo acconto 50%), 30 novembre (secondo acconto 50%), e il 30 giugno dell’anno successivo per il saldo definitivo. A queste si aggiungono le scadenze INPS, diverse a seconda del tuo regime contributivo.

Il primo anno di Partita IVA devo versare acconti?

No. Chi entra nel regime forfettario per la prima volta non versa acconti dell’imposta sostitutiva nel primo anno di attività.

Cosa succede se pago in ritardo l’F24?

Puoi regolarizzare con il ravvedimento operoso, versando l’imposta dovuta più una sanzione ridotta (codice 8944) e gli interessi (codice 1944). La sanzione è più bassa quanto prima regolarizzi.

Le scadenze INPS sono uguali per tutti i forfettari?

No. Dipendono dal regime contributivo: Artigiani/Commercianti hanno un contributo fisso a rate, Gestione Separata versa solo sul reddito effettivo, le casse di categoria hanno un proprio calendario.

Riferimenti normativi

I dati fiscali di questo articolo si basano su:

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