Superi la soglia degli 85.000 euro nel forfettario? Ecco cosa succede davvero nel 2026
Quasi un forfettario su due si blocca prima di emettere l’ultima fattura dell’anno, per paura di sforare la soglia e perdere il regime forfettario, il regime fiscale agevolato per chi ha la Partita IVA e ricavi entro certi limiti. È un timore comprensibile, ma spesso basato su regole non chiarissime: cosa succede esattamente se superi 85.000 euro non è la stessa cosa che succede se ne superi 100.000, e conoscere la differenza ti evita di autolimitarti senza motivo.
Indice
- La risposta in breve
- Limite 85.000 forfettario 2026: cosa succede se lo superi
- Cosa succede se superi 100.000 euro (qui cambia tutto)
- Puoi tornare in forfettario dopo aver sforato i 100.000 euro?
- Come si calcola la soglia: attenzione a cosa conta e cosa no
- Come evitare di scoprirlo troppo tardi
- Domande frequenti
- Riferimenti normativi
La risposta in breve
Il limite 85.000 forfettario 2026 non è l’unico a cui prestare attenzione: se i tuoi ricavi o compensi lo superano ma restano sotto i 100.000 euro, non succede nulla nell’anno in corso — continui a fatturare in regime forfettario fino al 31 dicembre, e passi al regime ordinario solo dall’anno successivo.
Se invece superi 100.000 euro in corso d’anno, l’uscita dal forfettario è immediata, a partire dall’operazione che ha causato lo sforamento — non da gennaio, non a fine anno: da quella fattura lì.
| Ricavi nell’anno | Cosa succede |
|---|---|
| Fino a 85.000 € | Il forfettario continua anche l’anno dopo, senza cambiamenti |
| Tra 85.000 € e 100.000 € | Finisci l’anno in forfettario, passi al regime ordinario dal 1° gennaio successivo |
| Oltre 100.000 € | Uscita immediata dalla fattura che sfora, con IVA dovuta da quel momento |
La Legge di Bilancio 2026 non ha cambiato queste soglie: restano identiche a quelle in vigore dal 2023.
Limite 85.000 forfettario 2026: cosa succede se lo superi
Fino a 85.000 euro di ricavi (o compensi, se sei un professionista), il regime forfettario prosegue senza intoppi. Se li superi, ma resti sotto i 100.000 euro, l’anno in corso non cambia niente: continui a emettere fatture senza IVA, con la stessa imposta sostitutiva del 15% (o del 5% se sei nei primi 5 anni di attività e hai i requisiti). Il passaggio al regime ordinario scatta solo dal 1° gennaio dell’anno successivo.
In pratica, se sei a 87.000 euro a novembre, non devi correre a cambiare niente prima di Natale: finisci l’anno come hai iniziato.
Cosa succede se superi 100.000 euro (qui cambia tutto)
Questo è lo scenario che genera più confusione, perché le conseguenze partono da subito, non da gennaio:
- IVA dovuta dall’operazione che ha causato il superamento. Se hai già emesso quella fattura senza IVA, va integrata con una nota di variazione tramite il Sistema di Interscambio (SDI).
- Per tutto l’anno si applicano le regole del regime ordinario ai fini delle imposte dirette (niente più imposta sostitutiva al 15%/5% sull’intero reddito annuale).
- Le ritenute d’acconto tornano ad applicarsi dall’incasso che ha fatto scattare il superamento.
- Vanno istituiti registri IVA e scritture contabili dal momento dello sforamento.
Un esempio concreto: se a settembre incassi una fattura che ti porta da 98.000 a 103.000 euro, è proprio quella fattura — non l’anno intero — il punto da cui partono IVA, ritenute e obbligo di registri.
Puoi tornare in forfettario dopo aver sforato i 100.000 euro?
Sì, ma non subito. Se superi i 100.000 euro nell’anno X, puoi rientrare nel forfettario nell’anno X+2, a condizione che nell’anno X+1 i tuoi ricavi siano rimasti a 85.000 euro o meno. Un anno di “assestamento” sotto soglia è obbligatorio prima di poter rientrare.
Come si calcola la soglia: attenzione a cosa conta e cosa no
Il limite 85.000 forfettario 2026 si calcola in un modo preciso, e sbagliare il calcolo è un errore comune. Il calcolo si basa sui ricavi o compensi effettivamente incassati nell’anno (principio di cassa), non su quelli fatturati. Due cose da sapere, perché generano spesso errori:
Non concorrono alla soglia:
- I contributi a fondo perduto legati al Covid-19.
- L’indennità di maternità (attenzione però: è esclusa dal calcolo della soglia, ma concorre comunque al reddito su cui paghi l’imposta sostitutiva).
- I rimborsi di anticipazioni fatte in nome e per conto di un cliente (es. bolli o spese vive anticipate).
Concorrono invece alla soglia:
- I rimborsi spese che addebiti in fattura al committente (es. trasferta, vitto, alloggio rifatturati al cliente): quelli fanno parte del fatturato a tutti gli effetti.
Se lavori con più codici ATECO contemporaneamente, il limite di riferimento è quello più alto tra le attività che eserciti.
Come evitare di scoprirlo troppo tardi
Il problema reale non è la regola in sé — è che la maggior parte di chi ha Partita IVA se ne accorge solo a dicembre, guardando il commercialista, invece di saperlo fattura dopo fattura. Con TurboFisco vedi in tempo reale, ad ogni fattura emessa, quanto ti manca al limite 85.000 forfettario 2026 e cosa cambierebbe se lo superassi, senza dover fare due conti a mano o aspettare l’anno prossimo per scoprirlo.
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Domande frequenti
Se supero 85.000 euro devo cambiare subito il modo in cui fatturo?
No. Fino a 100.000 euro, continui a fatturare in forfettario, senza IVA, fino al 31 dicembre. Cambia solo dall’anno successivo.
Cosa devo fare appena capisco che sfoderò i 100.000 euro?
Dal momento dello sforamento devi iniziare ad applicare l’IVA sulle fatture successive, aprire i registri IVA e le scritture contabili, e — se avevi già emesso la fattura che ha causato lo sforamento senza IVA — integrarla con una nota di variazione via SDI. In questi casi conviene sempre un confronto con un commercialista, perché gli effetti pratici (ritenute, IVA da versare) partono da un momento preciso e vanno gestiti con attenzione.
I 100.000 euro della soglia di uscita sono gli stessi 100.000 euro del regime di franchigia IVA UE?
No, sono due cose diverse. La soglia di uscita dal forfettario (100.000€) riguarda il volume d’affari complessivo. Il regime transfrontaliero di franchigia IVA nell’UE, in vigore dal 2025, ha un proprio limite di 100.000€ riferito solo al volume d’affari realizzato negli altri Stati membri: sono due soglie con scopi diversi, anche se il numero coincide.
Posso rientrare nel forfettario dopo aver sforato i 100.000 euro?
Sì, ma solo due anni dopo lo sforamento: il limite 85.000 forfettario 2026 resta il punto di riferimento per capire se puoi rientrare, e va rispettato per almeno un anno intero prima del rientro.
Riferimenti normativi
I dati fiscali di questo articolo si basano su:
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 (istituzione del regime forfettario)
- Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 32/E del 5 dicembre 2023 (soglie 85.000/100.000 euro e regole di uscita)
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026, Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30/12/2025) — nessuna disposizione risulta aver modificato le soglie di 85.000 e 100.000 euro
