Parrucchiera al lavoro con phon e spazzola su una cliente, riferimento al codice ATECO parrucchiere forfettario

Codice ATECO parrucchiere e estetista: cosa è cambiato dal 2025

Se hai un salone e stai aprendo la Partita IVA, o se ti sei accorto che il codice sulla visura non corrisponde più a quello che trovi online, c’è una ragione precisa: dal 2025 il codice ATECO parrucchiere forfettario è cambiato.

Indice

Codice ATECO parrucchiere forfettario: qual è oggi

Il codice ATECO parrucchiere forfettario è 96.21.00 — Servizi di parrucchieri e barbieri. È il codice della classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025, e ha sostituito il vecchio 96.02.01, che era il codice usato fino ad allora.

Per chi fa estetica il codice è invece 96.22.09, che copre gli altri servizi di cura della bellezza e i trattamenti estetici. Se la tua attività è specificamente di manicure e pedicure, il codice dedicato è il 96.22.01.

Molte guide ancora online riportano il 96.02.01 come se fosse attuale: non lo è più. Se hai aperto prima del 2025, la riclassificazione è avvenuta in automatico e non devi fare nulla, ma è utile sapere quale sia il codice giusto quando compili un modulo o parli con la banca.

Il coefficiente: 67%, non 78%

Il coefficiente di redditività per queste attività è del 67%. Su 100 euro incassati, 67 sono reddito imponibile e 33 sono le spese riconosciute forfettariamente.

È un coefficiente migliore di quello dei professionisti (78%), e ha una logica: in un salone i costi di prodotti, attrezzature e consumo sono reali e alti.

Con 40.000 euro di incassi in un anno:

  • reddito imponibile lordo: 26.800 euro
  • meno i contributi INPS versati nell’anno
  • sul risultato, imposta sostitutiva al 15% (o 5% nei primi cinque anni)

Il costo che devi conoscere: la Gestione Artigiani

Qui sta la differenza vera rispetto a un consulente o a un professionista, ed è la cosa che va capita prima di aprire.

Come parrucchiere o estetista con salone rientri nella Gestione Artigiani INPS, non nella Gestione Separata. Significa che versi un contributo fisso annuo di 4.521,36 euro, diviso in quattro rate trimestrali, dovuto anche se incassi poco. Non è proporzionale al fatturato: è dovuto sul minimale di reddito di 18.808 euro, che tu li guadagni o no.

Sopra il minimale versi il 24% sulla parte eccedente.

La cosa da fare subito, e che molti si dimenticano: come forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. Si richiede con domanda telematica all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno. Non è automatica: se non fai la domanda, paghi il contributo pieno per tutto l’anno e non si recupera.

Su un fisso da oltre 4.500 euro, il 35% è oltre 1.500 euro l’anno. È la singola scadenza più redditizia dell’anno per un artigiano forfettario, e cade a febbraio, quando nessuno pensa alle tasse.

Vale la pena la riduzione del 35%?

Non sempre, ed è giusto dirlo. Contributi ridotti significano anche pensione ridotta: versi meno, accumuli meno. È una scelta tra liquidità oggi e assegno domani, e la risposta dipende dalla tua età, da quanti anni di contributi hai già e da cosa prevedi di fare nei prossimi anni.

Chi ha 55 anni e vent’anni di contributi alle spalle ragiona diversamente da chi ne ha 28 e sta aprendo il primo salone.

Se il salone cresce, occhio alla soglia

Un’attività con incassi in crescita arriva agli 85.000 euro più in fretta di quanto sembri, soprattutto se hai più poltrone. Superarli non ti fa uscire dal regime subito, ma dall’anno successivo: come funzionano le due soglie, e la differenza tra 85.000 e 100.000 euro, è spiegato nella guida sul limite degli 85.000 euro.

C’è poi il vincolo delle spese per dipendenti e collaboratori, che non possono superare 20.000 euro lordi l’anno: per un salone che assume, è un tetto che si tocca prima della soglia sui ricavi.

Facciamo il conto sul tuo salone

Prenota una consulenza gratuita con un commercialista iscritto all’albo: vediamo se ti conviene la riduzione del 35%, quanto ti costa davvero l’anno e cosa succede se assumi. Oppure iscriviti gratis a TurboFisco e vedi quanto accantonare mese per mese.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO del parrucchiere nel 2026?
È il 96.21.00, “Servizi di parrucchieri e barbieri”, nella classificazione ATECO 2025. Ha sostituito il vecchio 96.02.01.

Qual è il codice ATECO dell’estetista?
Il 96.22.09, che comprende gli altri servizi di cura della bellezza e i trattamenti estetici.

Qual è il coefficiente di redditività per parrucchieri ed estetiste?
Il 67%: su 100 euro incassati, 67 sono reddito imponibile e 33 sono spese riconosciute forfettariamente.

Quanto si paga di INPS con un salone?
Si rientra nella Gestione Artigiani, con un contributo fisso annuo di 4.521,36 euro in quattro rate trimestrali, dovuto anche con incassi bassi, più il 24% sulla parte di reddito oltre il minimale.

Come si chiede la riduzione del 35% dei contributi?
Con domanda telematica all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno. Non è automatica: senza domanda si paga il contributo pieno.


Riferimenti normativi: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario, coefficienti e riduzione contributiva) · INPS — artigiani e commercianti · ISTAT — classificazione ATECO 2025

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